Ascensione - Pentecoste... Salita - Discesa...

7.5.2024

Il Figlio sale alPadre
Lo Spirito Santo scende sulla Chiesa dei credenti.

Gesù è asceso al Padre...

« Il Signore Gesù, dopo aver parlato loro, fuassunto in cielo e si sedette alla destra di Dio. »

Cristo, dopo avermanifestato la sua presenza gloriosa ai suoi apostoli per 40 giorni, sale alcielo e scompare per sempre dai loro occhi. Fu uno sconvolgimento cosìterribile che gli apostoli, rimasti orfani, non riuscirono a distogliere losguardo dal cielo. “Galilei, perché statelì a guardare il cielo?”. Fin dal primo mattino della risurrezione, gliangeli hanno cercato di svegliare gli amici del Signore!

 Gesù mostra lorochiaramente che il cielo è aperto a lui, e quindi aperto a LORO. Sì, lasperanza è grande in questo giorno dell'Ascensione: “ovunque sarà il corpo, siraduneranno le aquile” (Mt 24,28).

 Così è salito,salito, perché deve innalzarsi alla destra del Padre. Scomparve nella nube,proprio come aveva preannunciato la partenza del profeta Elia sul suo carro difuoco. Fuoco e nube: è dunque lo Spirito Santo che porta Elia e Gesù nel senodel Padre.

 Ma perché Cristonon è rimasto per sempre con noi sulla terra? Era opportuno, doveva esserlo,dice San Tommaso d'Aquino... (Q57,articolo 1, soluzione 3) perché questa “ascensione di Cristo, che ci haprivato della sua presenza corporea, ci è stata più utile di quanto non losarebbe stata la presenza stessa, per le seguenti ragioni:

 1° Accresce la nostra fede, che ha peroggetto ciò che non vediamo (...) “Beati quelli che pur non vedendo credono”.(...)

 2° Aumenta la nostra speranza. Il Signoredichiara (Gv 14,3): “Quando sarò partito e vi avrò preparato un posto, torneròe vi prenderò con me, perché dove sono io, siate anche voi”. E Cristo, portandoin cielo la natura umana che aveva assunto, ci ha dato la speranza diarrivarci, perché “dovunque sarà il corpo, si raduneranno le aquile” (Mt24,28). E Michea (2, 13) aveva profetizzato: “Salirà e farà loro strada”.

 3° Orienta l'affetto della nostra carità versole realtà celesti: “cercate le cose di lassù, dove si trova Cristo assisoalla destra di Dio;  pensate alle cose dilassù, non a quelle della terra.” (Col 3,1). Infatti, secondo S. Matteo,  “dov'è il tuo tesoro, là è anche il tuo cuore”.

  

... per discendere dal Padre e dal Figlio

Sebbene il Figlioche procede dal Padre sia sceso a vivere tra gli uomini attraverso la suaincarnazione: “Ora, nessuno è salito alcielo se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell'uomo” (Gv 3,13), è interessante vedere cheanche lo Spirito Santo, dal Battesimo del Signore alla Pentecoste, è colui chescende. Sotto forma di colomba, sotto forma di lingue di fuoco. Ma si tratta diuna discesa di Incarnazione? È forse una missione simile a quella del Verboincarnato? No. Egli è inviato a scendere nelle nostre anime: “È bene per voiche io me ne vada, perché se non me ne vado, non verrà a voi il Difensore; mase me ne vado, lo manderò a voi” (Gv 16, 7). (Gv 16, 7) “E io pregherò il Padreed egli vi darà un altro Consolatore, perché rimanga con voi per sempre” (Gv14). (Gv 14). Così, mentre la discesa è un movimento comune alla seconda e allaterza persona della Trinità, lo Spirito Santo non sale perché non ha corpo...L'Ascensione celebra l'ingresso del corpo di Cristo nella gloria eterna,primizia della risurrezione del corpo e della nostra assunzione.

 Così abbiamo laconsolazione che se Gesù è salito, il Paraclito è sceso in noi, e gustiamoquesta nuova presenza divina, questa inabitazione della Trinità in noi.

È una beta separazioneche ci ha dato un così dolce Consolatore, l'Anima della nostra anima!

Durante questotempo del Cenacolo, allora non sprechiamo un minuto in più a rimpiangere lapresenza di Cristo, ma desideriamo ardentemente che il Fuoco dello SpiritoSanto, dolce ospite dell'anima, scenda su di noi e vi dimori per sempre. Perché se vuole scendere nel profondo dellenostre anime... è per farci salire a nostra volta al Padre.

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